Italia: La fuga dei cervelli

Quando pensi all’Italia, la mente richiama immagini di sole, spiaggie, pendii e colline, cibo squisito e ottimo vino. L’Italia e’ sicuramente tutte queste immagini ma ha anche un lato oscuro meno conosciuto….e non sto parlando del Padrino!

L’Italia ha sofferto un esodo di massa dei suoi giovani talentuosi durante gli ultimi 20 anni. In questo periodo, mezzo milione di Italiani con eta’ compresa fra i 18 ei 39si e’ insediato ino altri Paesi Europei. Il livello di disoccupazione giovanile si attesta al 38%, uno dei piu’ elevatiall’interno della EU.

Io e Papa’ Prada vorremmo tornare in Italia, ma e’ sicuramente una decisione da ponderare con cautela visto che c’e’ il rischio di far crescere i bambini in un posto che potrebbe non offrirgli le migliori opportunita’.

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La fuga dei cervelli e’ una delle maggiori problematiche per i Paesi appartenenti ai G8.  Come si aiuta un Paese a prosperare quando il suo futuro depende dalle generazioni che migrano da altre parti?

L’italia ha parecchi problemi a livello politico ed economico nei quali non mi addentrero’ in questa occasione. Ho comunque chiesto a Loris Fedrigo, un giovane italiano che vive a Dusseldorf, cosa l’ha portato a lasciare l’Italia e quanto supporto i giovani italiani ricevono quando cercano il loro primo impiego.

  • Qual’e’ la procedura standard per cercare un lavoro quando si esce dall’universita’ italiana? Si inviano richieste di assunzioni, nella speranza di essere assunti e iniziare a ricevere uno stipendio?

L’italia, a differenza di altri Paesi Europei, offre un supporto limitato ai giovani in cerca delle prime opportunita’ di lavoro. Di solitio, la prima esperienza di lavoro viene acquisita solo dopo la Laurea.  Le Internship in estate durante gli studi non sono la norma, quasi l’opposto, sono un’eccezione. Per di piu’, nel caso di minorenni, i classici contratti di “stage/internship” non sono permessi o accettatti in molti settori.

Detto cio’, come primo gradino, si puo’ contattare l’uffico di supporto alla carriera presso l’Universita’ di appartenenza. Spesso le Universita’ hanno rapporti con aziende che cercano nuovi laureati. Spesso gli annunci di lavoro vengono affissi sui siti intranet dell’Universita’.

Aternativamente, si deve passare attraverso i portali generalisti dedicati alla ricerca del lavoro o I portal delle single aziende nella sezione “carriera” e da li’ si inoltra la propria candidatura. Raramente vengono offerti contratti a tempo determinato come nel caso di coperture di assenze di maternita’.

  • Dunque, quanto dura questafase iniziale di “stage”? Si viene successivamenteassunti a tempo indeterminate dal datore di lavoro?

La durata dello stage dipende dalla dimensione e dalle politiche interne aziendali. Di solito, grandi aziende offrono 6 mesi di Internship con un’opzione a seguire per un contratto a tempo determinato di 4 anni (contratto di apprendistato).

Contratti a tempo indeterminate stanno diventando piu’ rari e vengono offerti solo dopo molti anni trascorsi nell’azienda. C’e’ comunque un limite legale per un’azienda per estendere i contratti di lavoro a tempo determinato. Per evitare di sorpassare questo limite, spesso le aziende decidono di assumere con contratti di durata sempre piu’ corta per poinon rinnovare le estensioni e assumere neo-laureati sempre con contratti a breve periodo.

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  • Come sopravvivono i giovani con cosi’ pochi soldi? E’ il motivo per cui cosi’ tanti italiani vivono ancora in casa con i loro genitori?

Sicuramente questo e’ un problema. E..simolti italiani decidono di stare a casa con i propri genitori perche’ non hanno la possibilita’ di essere indipendenti a livello finanziario Come alternativa, molti decidono di lasciare il loro Paese come ho fatto io.

  • Tu e i tuoi coetanei avvertite la possibilita’ di avere una progressione nella vostra carriera in Italia? Si puo’ essere ambiziosi e realizzare i propri sogni?

Credo sempre che con la corretta attitudine e con le giuste competenze si puo’ sempre trovare un modo per soddisfare le proprie ambizioni di carriera. Di sicuro non e’ semplice da nessuna parte ma questo e’ particolarmente vero in Italia.

Spesso si sentono rimostranze riguardo le ambizioni tarpate o quantomeno osteggiate da una prassi tipicamente italiana cioe' quelladi favorire I soggetti con connessioni altolocate piuttosto che coloro con meriti e capacita’.

  • Abbiamo sentito parlare di “fuga di cervelli” nel senso che migliaia di giovani talentuosi italiani hanno lasciato il loro Paese per lavorare all’estero. Vedi questo fenomeno?

Si, credo questo sia un fenoneno in crescita. E’ interessante notare che sempre piu’giovani stanno lasciando l’Italia. Anche molti dei miei amici se ne sono andati. Recentemente, ma solo per lavori con un modesto grado di educazione, ho notato un trend di abbandono dell’Italia per cercare remunerazioni piu’ elevate all’estero. Baristi, personale di servizio ecc si spostano in Paesi come l’Australia, la Germania e il Regno Unito.

  • Che tipo di supporto credi si debba offrire ai giovani per trovare opportunita’ di lavoro in Italia?

Da un lato credo sia un problema di sistema e che non sia semplice da risolvere. Dall’altro lato, c’e un problema di tipo culturale che bisogna affrontare e cambiare Credo che sia essenziale che si diano opportunita’ ai giovani per esempio obbligando gli studenti ad avere esperienze di Internship presso aziende all’interno dei curriculum universitari. Ho visto questo in Germania e posso dire che funziona.

  • Cosa deve cambiare a livello delle aziende e dei datori di lavoro?

Chi assume dovrebbre ricevere piu’ incentivi per assume un neo-laureato, come dei befici a livello di tassazione. Le aziende devo anche capire che le internships sono uno strumento con in fine ben preciso. Cioe' quello di assumere ottimi candidate. Non possono soltanto sfruttare candidato dopo candidato asssumendo per in ruolo con compiti di corto periodo. Ne consegue che un cambio di mentalita' nelle procedure di assunzione sia necessario.

  • Tu hai vissuto in Germania, negli Stati Uniti, in Italia e hai trascorso parecchio tempo in Gran Bretagna. Quale di questi Paesi credi abbia piu’ mobilita’ sociale e un’apertura per i giovani che cercano di migliorarsi?

E' difficile da dire. Penso che gli Stati Uniti diano sicuramente piu’ potere ai giovani con spirit impreditoriale. Al contrario , non sono cosi' aperti agli stranieri che vogliono costruire le basi per rimanare nel lungo periodo. (soprattutto di recente).

La Germania e’ un grande Paese per quanto riguarda le opportunita' di lavoro e di svilippo personale. L'ostacolo piu' grosso e' la lingua dal momento che ancora molte aziende vogliono assumere personale quasi esclusivamente locale.

La Gran Bretagna e' una via di mezzo. Lo ritengo il posto migliore per iniziare la propria carriera. Ho avuto l'impressione che ci sia una forte mobilita' sociale con molto opportunita'. Pero' non penso sia cosi' "sicuro" come la Germania o altri Paesi Nordici per quel che riguarda la stabilita' del lavoro.

  • Pensi di tornare a vivere e a lavorare in Italia a un certo punto della tua vita/carriera?

Non so, a dir la verita’. L’Italia rimarra’sempre la mia vera casa. Non credo di poter tornare a lavore per qualcun altro li’ ma non escludo la possibilita’ di viverci ancora, magari come proprietario di un business tutto mio. L’Italia ha tanti difetti ma dopotutto e’ un gran posto per vivere.

Se dotati di una buona alternativa, molti italiani non sceglierebbero di lasciare il loro Paese.

  • Rimandendo sulle tematiche positive, l’Italia cosa puo’ offriresul quale nessun altro Paese puo’ far concorrenza?

A parte l’ottimo cibo e il sole? Ottime persone e una speciale conoscenza di primo livello in settori come la moda e il design.